#liveact: Manuel Volpe&Rhabdomantic Orchestra

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Lo scorso 5 febbraio sono stata al Magazzino sul Po a Torino per assistere al live della Rhabdomantic Orchestra di Manuel Volpe. In uno dei pochi locali che ancora resiste ai Murazzi, dove oramai le porte di ciò che era il cuore pulsante della città sono quasi tutte sbarrate, “sulla sponda sinistra guardando la Grand Madre”, tra gli storici Doctor Sax e The Beach, in un’ arcata seminterrata dove si respira aria di punk e di jazz, ho assistito a un concerto che addosso a quei muri ha spalmato anche la giungla d’ Etiopia e i profumi dei campi fioriti di tutta Europa.

Non mi è affatto nuovo il talento e il gusto raffinato di Manuel, con cui ho collaborato in passato per la presentazione del suo precedente disco (Gloom Lies Beside Me As I Turn My Face Towards The Light, 2013) in un’ evento della mia associazione (Barolo Jazz Club ndr). Quella volta, di cui ricordo un pubblico entusiasta perché “finalmente il Jazz è anche questo”, la formazione era ridotta rispetto a quella attuale, con un sound più minimale ma già pregno delle essenze che ne sarebbero scaturite.

Un disco raffinato che non teme di sporcarsi le mani, privo di inutili orpelli e passaggi a vuoto, sempre intenso nonostante si schiuda man mano, bilanciando le sue diverse influenze in un affascinante equilibrio

*Il Mucchio Selvaggio, giugno 2013*

Grandi recensioni, cariche di altrettanto grandi aspettative: chi ben comincia è a metà dell’ opera…? non sempre, non tutti. Manuel sì (ecco!). Classe 1988, da Ancona approda a Torino e conquista la berlinese Agogo Records (già etichetta di artisti come Mop Mop e Renegades of Jazz, parliamone), label che si fregia – a ragione – della definizione “Global soul music” e che tutto ha a che fare con la musica della Rhabdomantic Orchestra. L’ album in uscita per Agogo, Albore, viene infatti descritto in maniera del tutto pertinente dai suoi produttori:

A spiritual journey that drives the listener into an hypnotic and seductive world made of Yoruba polyrhythms, Middle Eastern impressions, spiritual Jazz drifts and Ethiopian groove vibes

Personalmente, aggiungerei anche un po’ di Francia e un po’ di Spagna, le ho sentite, erano lì anche loro. Non solo…composizioni a metà strada tra i Lounge Lizards di John Lurie, lo spiritual jazz di Pharoah Sanders e il jazz modale di matrice etnica di Don Cherry. Come afferma Manuel stesso:

La vera sfida per me era quella di conciliare questi elementi con un approccio per così dire cantautorale, ma senza subordinare la musica al testo. Volevo raccontare qualcosa utilizzando le potenzialità espressive ed evocative del linguaggio musicale evitando l’ eccesso di parole. Per questo motivo ho deciso di lasciare spazio alla pluralità di voci in strutture aperte, dove improvvisazione e scrittura si intrecciano impercettibilmente.

Ma più di ogni altra cosa, la voce di Manuel – già da molti paragonata a una versione soft di quella di Tom Waits – incontra l’ Etiopia di Mulatu Astatke. L’ analogia si rafforza anche grazie alla formazione, che dalla band del disco precedente si fa ora piccola orchestra, in cui Manuel si affianca sia a colleghi già rodati che a nuovi elementi. Scritto, arrangiato e prodotto da Manuel Volpe, l’album si avvale di un’ eccellente team di produzione composto da Massimiliano Moccia (Movie Star Junkies), Andrea Scardovi (Sacri Cuori), Kelly Hilbert (Flying Lotus, Heliocentrics) e Volpe stesso con la preziosa supervisione dell’esperto di afro-jazz-fusion Andrea Benini (Mop Mop). L’ artwork è a opera di Edoardo Vogrig.

Albore_MV_cover

Il live di sabato scorso è stato un tuffo in un’ atmosfera ovattata di altri mondi e altri climi, in quella cantina di mattoni ho camminato a fianco di un orchestrino nelle vie strette di un villaggio di pietra sperduto tra le colline, ho ballato con una tribù nel sole e nella pioggia e mi sono immersa in un vino rosso speziato in una notte d’estate. Ho viaggiato nello spazio e nel tempo e mi sono emozionata. Se volete sentirli, il prossimo live sarà il 26 marzo al Cinemavekkio, Corneliano d’ Alba (CN).

Manuel Volpe: chitarra e voce

Simone Pozzi: batteria e percussioni

Luca Spena: percussioni

Gianandrea Cravero: chitarre

Fabio Gorlier: rhodes, piano

Maurizio Busca: clarinetto, sax alto

Dario Terzuolo: flauto, sax tenore

Michele Bernabei: tromba e flicorno

 

an album that recalls memories of Hypnotic Cinematic Afro Jazz sounds into a Desert! On Repeat these days!

**Radio Berlin**

A seguire, il live di Tweeedo Ensemble, un trio di vocazione elettronica di cui parlerò a breve.

Gallery

Photo credits: Magazzino sul Po

Links
Per concludere

Non perdetevi il maestro Mulatu Astatke, a brevissimo in Italia.

18.02 TRENTO – JAZZ’ABOUT Fest @ Auditorium S. Chiara
19.02 ROMA – JAZZ EVIDENCE @ Monk
20.02 BOLOGNA – EXPRESS Fest @ Locomotiv

 

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