#liveact: Secret Gig – Oslo

Foto di Lucia Di Salvo
Foto di Lucia Di Salvo

Giovedì scorso sono andata a curiosare al primo Secret Gig dell’ etichetta Calista Records, primo, spero, di una lunga serie.

Calista Records è una netlabel che non manco mai di supportare, per svariati motivi. Il primo è che ne fanno parte alcuni dei miei amici preferiti, che sono anche validi musicisti. Il secondo è che è un’etichetta di Torino, che è la mia città ed è bellissima (non si accettano repliche). Il terzo, e ora la smetto con le sciocchezze, è che ha un roster straripante di sincera e motivata innovazione. Non sto parlando di quell’ innovazione fine a sé stessa, fatta per scioccare, la ricerca spasmodica di chissà quale astruso virtuosismo, l’ esaltazione del mero tecnicismo tirato per le orecchie fino a una presunta follia. E’ proprio quella novità di una musica che cresce in modo quasi fisiologico…come dire: è così che deve andare, nessuno lo può pianificare, è la natura che fa il suo corso. Non per niente molti di questi artisti sono giovanissimi, ancora acerbi a tratti ma molto promettenti. Infine, e qui renderò felici tutti gli accaniti guerriglieri anti-monopolio SIAE, è la prima etichetta i cui artisti sono tutti, ma proprio tutti, iscritti a Soundreef….e vi dirò, da promoter/organizzatrice di musica dal vivo, che conviene a tutti, ma proprio a tutti (esclusa la SIAE).

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Foto di Lucia Di Salvo

Ma torniamo al secret: io adoro i secret. Perché si è tutti schiacciati in piccoli appartamenti e si è letteralmente costretti a socializzare, magari con un’ osservazione sui libri sullo scaffale nel quale si ha appena ficcanasato. Il cibo è casalingo, l’atmosfera intima e la musica più vicina.

Fuori faceva un freddo maledetto e il trovarmi tra il pavimento in legno e la volta in mattoni di questo piccolo appartamento nel centro storico di Torino con un bicchiere di vino in mano e il super buffet mi ha catapultato istantaneamente nell’ universo del chill.

Lo show era quello di Oslo, nome d’arte di Tommaso Bertola, giovane cantautore e chitarrista che presentava il disco Stille, accompagnato da Michele Bussone alla batteria e Zevi Bordovach alla tastiera. Tutto il loro armamentario era stipato nel centro del salotto e alla fine la questione mi è parsa un piccolo teatro, perché gran parte del pubblico (eravamo in 20, ndr) li osservava dall’ alto della camera da letto soppalcata e dalla scaletta che unisce i due piani.

Foto di Lucia Di Salvo
Foto di Lucia Di Salvo

Il live era composto sia di brani cantati che da pezzi strumentali: un sound fatto di tante cose, dalle oscurità nordiche alla polvere del Texas, il folk puro che aggredisce le corde della chitarra e la delicatezza di suoni elettronici e magnetici appena accennati. Come ha detto Tiziano Bonini di Radio 2:

Oslo è la capitale della Norvegia, ma qui diventa la capitale di una repubblica utopica simil islandese, la repubblica di ogni folk elettronico timido e introverso, ma attraente e a tratti psichedelico. Senza tempo

Ho provato a registrare un video con lo smartphone, un disastro (vedete sotto), a luci spente non si vedeva un accidente, ma in fondo è una musica che pare fatta apposta per gli ambienti soffusi, quindi va bene così.

In attesa del prossimo evento, ringrazio di cuore, oltre ai musicisti, Ermanno e Verdiana per l’ ospitalità e le delizie del buffet, Arturo per essere un bouncer così fidato e Lucia per le foto (seguitela su Instagram e Tumblr! Ci sono foto meravigliose di Torino e dei suoi viaggi).

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